Le principali città

INDIA

 

L’India, chiamata in hindu “Bharat”, è uno stato dell’Asia Meridionale avente come capitale New Delhi. È una repubblica federale formata da 28 stati, che possiamo suddividere a loro volta in diverse regioni: Calcutta, nel Bengala occidentale, che rappresenta la classica metà di pellegrinaggio; l’India del Sud, con città come Madras, Madurai, Trinvandrum, Bangalore; il Kerala con Cochin; le famose spiagge dell’India, come ad esempio Goa, Mangalore, Mumbay; il Rajasthan, con Jaipur, Jodhpur, Bikaner; l’india del Nord, con Delhi, Agra, Kanpur, Patna e, infine, l’India Centrale, con Bhopal, Nagpur, Pune. Il Paese è principalmente caratterizzato dal vasto commercio e dall’enorme varietà culturale, motivata dalla presenza di varie religioni, tra cui: Induismo, Buddismo, Giainismo, Sikhismo e Cristianesimo. Dopo la colonizzazione nel XIX secolo da parte del Regno Unito, nel 1947 l’India è diventata uno stato moderno, dopo la lotta non violenta per l’indipendenza guidata da Gandhi. Le grandi riforme economiche e sociali successive all’indipendenza hanno portato l‘India a divenire una tra le più grandi economie a rapida crescita, tuttavia, nonostante il rapido sviluppo, nel Paese permane ancora un difficile stato di povertà, a cui si accompagnano problemi di analfabetismo e di malnutrizione.

TERRITORIO

La superficie complessiva dell’India è pari a 3.287.590 kmq. Confina ad ovest e a nord ovest con il Pakistan, a est e a nord est con la Cina, a est con il Nepal, il Buthan, il Bangladesh e la Birmania. La catena dell’Himalaya, con i suoi 2500 chilometri di lunghezza, domina il confine settentrionale da ovest ad est. Questa catena montuosa comprende al suo interno le montagne più alte del mondo e, ad eccezione dell’Everest (in territorio nepalese), l’Annapurna, il Nanda Devi, Il Kangchendzonga (che superano tutte gli 8000 metri) si trovano tutte in India. Ai piedi dell’Himalaya si estende la grande pianura alluvionale indo-gangetica, formata dai depositi dei detriti himalayani portati a valle dai grandi fiumi che scorrono dalle montagne: il Gange, l’Indo, la Yamuna ed i loro numerosi affluenti. Questa vasta zona pianeggiante costituisce una delle riserve di acque sotterranee più ricche al mondo. Il territorio dell’India è per la maggior parte pianeggiante, con estese foreste alternate ad aree coltivate. La foresta è stata per buona parte distrutta dall’inurbamento, dall’industrializzazione e dalla costruzione di dighe, nonché dal disboscamento selvaggio per il commercio di legname tropicale. Le pianure, solcate anche al centro e al sud da grandi fiumi (come la Narmada, la Kaveri, il Brahmaputra, la Godavari, il Krishna) si alternano a catene di alte colline, che talvolta superano i 2000 metri di altezza. Il grande triangolo ribaltato della penisola indiana è circondato da tre mari: il Mare Arabico a ovest, il Golfo del Bengala a est e l’Oceano Indiano a sud. Le coste sono generalmente basse e sabbiose, con brevi interruzioni rocciose e baie.

CLIMA

La superficie dell’India è talmente estesa che descrivere brevemente il suo clima è pressoché impossibile. All’interno dei suoi confini troviamo infatti le nevi perenni dell’Himalaya, il clima temperato delle coste e quello continentale delle zone interne. All’estremità nord, nei deserti freddi del Ladhak, gli inverni sono rigidissimi, con temperature che arrivano fino a -40˚C e scarse precipitazioni. L’estremo nord è inoltre caratterizzato da abbondanti nevicate che spesso lo rendono inaccessibile. In Ladhak, ma anche nelle località più elevate dell’Himalaya, le giornate estive possono essere molto calde per via dell’intensità dei raggi del sole, tuttavia le notti sono fredde, con temperature che possono anche scendere al di sotto delle zero. L’India del nord, al di sotto della fascia himalayana, è invece caratterizzata da un tipico clima continentale, con inverni freddi e umidi ed estati torride. A Delhi, nel Rajasthan e sulle alture del Madhya Pradesh, la temperatura notturna  può aggirarsi anche intorno allo zero. Tra maggio e giugno, dopo una breve primavera temperata, si passa invece ad una stagione secca e caldissima che raggiunge punte di 50˚C. Nel nord dell’India tuttavia le zone collinari risultano meno torride rispetto a queste temperature. È fondamentale precisare che il clima indiano è fortemente influenzato dall'Himalaya e dal deserto di Thar, che guida i monsoni. L'Himalaya frena i venti freddi dell'Asia centrale, mantenendo la maggior parte del subcontinente ad una temperatura più alta rispetto a regioni poste a simili latitudini. Il deserto di Thar, invece, svolge un ruolo importante nell’attrarre i venti del monsone estivo, con un alto tasso di umidità (tra giugno e ottobre) che fornisce la maggior parte delle piogge nel corso dell'anno. La zona centro meridionale del paese è caratterizzata da clima tropicale, con temperature piuttosto costanti ed un alto tasso di umidità. Al sud, mentre l’estate monsonica può risultare invivibile, l’inverno è molto piacevole: l’aria è asciutta e le temperature non superano i 30˚C. La stagione migliore per visitare il paese va da ottobre a marzo. In inverno, infatti, su gran parte della nazione domina il bel tempo ed il clima è fresco e moderato. Il monsone di nord est porta un breve periodo di piogge in qualche area del sud e dell’est. L’estate indiana (aprile-giugno) è caratterizzata da un caldo secco nell’interno e da un caldo umido lungo le coste. Verso la fine di maggio le coste occidentali sono invece interessate dal monsone di sud-ovest che, gradualmente, tra giugno e settembre, si sposta su tutto il territorio indiano mitigando l’opprimente calura estiva. Durante questa stagione l’India è battuta da precipitazioni di notevole intensità, che la rendono una delle regioni più umide del mondo.

LINGUA

In India le lingue ufficiali sono l’Hindi e l’Inglese (definita come “lingua ufficiale sussidiaria”). L’Hindi è la lingua più parlata, oltre ad essere la lingua ufficiale dell’Unione. L’inglese viene ampiamente utilizzato in economia e nelle gestioni aziendali. All’interno del paese convivono comunque numerose altre lingue: sono state individuate addirittura altre 20 lingue e più di 2000 dialetti. Solo una piccola parte della popolazione è madrelingua inglese, ma non esiste indiano che non usi un numero discreto di parole anglofone nel linguaggio di tutti i giorni. Dato il numero di idiomi presenti nel paese, spesso gli indiani stessi per capirsi tra loro parlano inglese, che è comunemente parlato da quasi tutta la popolazione ed insegnato nelle scuole.

CUCINA

La cucina indiana è estremamente varia e sono moltissime le differenze tra regione e regione. Al nord, ad esempio, per via dell'influenza musulmana, la cucina è meno piccante e la maggioranza dei suoi piatti è a base di carne come pollo e montone. È raro invece trovare carne bovina e suina. Un pasto indiano è composto da una vasta scelta di piatti di verdura cotta e talvolta di carne o pesce, accompagnati da riso e da lenticchie (il dhal, piatto tipico). Non mancano salse di vario genere (spesso piccanti) ed i numerosi tipi di pane locale (chapati, nan, rhoti, etc..). La cucina nord indiana è infatti sostanzialmente molto varia, con una quantità di piatti, gusti e ricette che cambiano da zona a zona. Si consiglia di assaggiare il formaggio cotto indiano (Paneer) ed i famosi piatti Tandori (carne o pesce marinati in salsa di limone, spezie e yogurt e cotti in uno speciale forno di terracotta). Al nord la tradizione gastronomica tramandata nei ristoranti è infatti quella moghul, fatta di carni lasciate a marinare in spezie (con o senza l’aggiunta di yogurt) per una notte, poi arrostite sulle braci di carbone, nel famoso tandori (il forno di argilla senza il quale questi piatti non si possono cucinare o comunque non assumono lo stesso sapore). Quella di tradizione moghul è senza dubbio la tradizione gastronomica più ricca a varia dell’india, che ha finito per dominare molti ristoranti all’interno del paese. Spesso capita di trovare qualche ricetta tandori anche nell’estremo sud dell’india. La cucina moghul è essenzialmente a base di carne. Non manca tuttavia una varietà di verdure, spesso usate come contorno e accompagnamento (che i vegetariani possono però consumare come pasto principale). La cucina sud indiana è invece essenzialmente vegetariana. La cosa curiosa è che i piatti popolarissimi che al nord dell’India vengono consumati come pasti principali (come il masala dosa, l’uttapam e l’idli) non sono in realtà che pietanze della colazione tradizionale sud-indiana o suoi spuntini pomeridiani. Sono comunque buonissimi e non si può non assaggiarli. Se non si riesce a mangiare piatti saporiti e salati a colazione, sono infatti da provare come snack pomeridiano: tutti i locali sud indiani li servono in un arco di alcune ore nel pomeriggio. Il pasto principale in questa parte del Paese è costituito dal thali (letteralmente: “vassoio”, perché il cibo viene servito in piccole ciotole disposte in cerchio intorno ad un grande vassoio, appunto). Il thali è un tradizionale piatto unico, generalmente vegetariano, che riunisce riso, diverse verdure in umido, salate e speziate (ma di solito non troppo piccanti) e accompagnate dal pane. Vi sono però anche thali non vegetariani, con pollo o pesce accompagnati da verdure, riso e pane. Immancabile, nel sud dell’india, il pesce, che viene cucinato con curry piccantissimi o fritto in una pastella a base di curcuma, polvere di peperoncino e aglio. Ottimi i curry a base di crostacei. I dolci sono leggeri e delicati, come liquidi budini di riso e dolcetti a base di cocco. Alla fine del pasto si può bere il forte caffè indiano.