Seychelles

 

L’Oceano Indiano è il terzo oceano del mondo per superficie e per volume. Questo Oceano è molto importante, perché le prime civiltà si formarono proprio vicino a esso ed iniziarono subito ad andare nei suoi territori per vari tipi di commercio; primi fra tutti furono gli Egiziani, che andarono in Somalia e vi trovarono schiavi ed oro (3000 a.C. circa). Anche i Greci ed i Fenici fecero spesso spedizioni nella Somalia e, infine, anche i Romani, attorno al I secolo d.C., commerciarono in quelle zone. Con la scoperta dell’Oceano Indiano, il Mediterraneo perse di fatto la posizione privilegiata di unico mare per gli scambi. Anche Marco Polo ne attraversò le acque, percorrendo la sua “via della seta”, passando per lo Stretto di Malacca. Erano gli arabi comunque a dominare quelle rotte, anche se gli Europei riuscirono, grazie a Vasco da Gama, a scoprirle e navigarle nel 1497. Nel 1800, dopo varie dispute con i francesi, gli inglesi riuscirono ad assicurarsi il dominio sulle rotte commerciali e vi rimasero fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Spesso Stati Uniti ed URSS hanno provato a stabilire delle basi militari in quelle zone, tuttavia sono stati fortunatamente contrastati dalle nazioni vicine, interessate e desiderose di utilizzare quelle rotte per le vie del commercio senza pericoli.

GEOGRAFIA

I mari compresi nell’Oceano Indiano sono: Mar Rosso, Golfo Persico, Stretto di Malacca, Mar Arabico, Canale di Mozambico, Golfo del Bengala, Golfo di Oman, Golfo di Aden, Mare del Bengala. Con la sua estensione l’Oceano Indiano lambisce ben 35 stati, alcuni dei quali sono isole: Seychelles, Maldive, Madagascar, Comore, Mauritius, Sri Lanka. Si trova totalmente nell’Emisfero Boreale ed occupa il 20% della superficie terrestre. I suoi limiti geografici sono: l’Antartide a sud; l’Oceano Pacifico a sud-est; Australia ed Arcipelago della Malesia ad est; Indocina a nord-est; Oceano Atlantico a sud-ovest; Africa ad ovest; Penisola Arabica a nord-ovest e, infine, Asia a nord. I principali fiumi che sboccano sull’Oceano Indiano sono: Zambesi, Gange, Indo, Brahmaputra, Shatt al-Arab ed Irrawaddy.

CLIMA

Per quanto riguarda il clima, bisogna distinguere l’emisfero nord dall’emisfero sud: a nord i monsoni soffiano da nord-est o da sud-ovest e, in base alla stagione, portano forti piogge. Nell’emisfero sud, invece, la presenza di questi venti è più debole e determina eventuali tempeste estive o cicloni sulle coste.

ECONOMIA

Questo Oceano è molto importante economicamente: da esso vengono estratte e commercializzate grandi quantità di Petrolio, oltre ad altri tipi di risorse minerarie (come ad esempio stagno e titanio). Questo ruolo di Oceano destinato al commercio si è mantenuto fin dall’antichità: è infatti attraverso esso che gli europei arrivavano in Oriente per commerciare tè, spezie e seta. I principali  porti dell’Oceano Indiano si trovano in Indonesia (Giacarta), nello Sri Lanka (Colombo), in India (Mumbay , Chennai e Calcutta) ed in Sudafrica (Richards Bay e Durban). La pesca è prevalentemente di sussistenza. Purtroppo nel tempo le conseguenze dei commerci non si sono rivelate totalmente positive: le acque dell’Oceano sono inquinate dai residui petroliferi e ciò mette in pericolo diverse specie di animali marini, tra cui: balene, dugonghi, tartarughe, oltre alle circa cinquemila specie ittiche presenti in queste acque.